Pizzelle fritte ** Fried pizza dough

Delle pizzelle esistono numerose varianti, ma quelle tradizionali sono fritte e cosparse di sugo di pomodoro, con aglio o cipolla secondo i gusti, e basilico fresco con una spolverata di parmigiano. Altre varianti sono la pizzella fritta ripiena di ricotta, mozzarella, salame tagliato a dadini, parmigiano e pepe, oppure quella fritta con scarola, olive nere di Gaeta, capperi e acciughe. È un piatto tipico veramente sfizioso che piace a tutti. Si racconta che a Napoli queste pizzelle fossero vendute nei “bassi”, le piccole abitazioni su strada dove vivevano le famiglie più povere della città. Le mogli dei pizzaioli, che erano solite fare credito alla povera gente, utilizzando gli impasti della pizza preparata dai mariti, arrotondavano i magri incassi della settimana preparando le pizzelle fritte che presero il soprannome “a ogge a otte”, ovvero “la mangio oggi e la pago tra otto giorni”.

Le loro caratteristiche principali sono la morbidezza, l’elasticità dell’impasto e l’insieme di ingredienti che, uniti alla semplice preparazione, le rende molto gustose. Seguendo la procedura della pasta del casatiello (vedere la ricetta nel nostro blog), terminata la lievitazione, formo delle piccole palline della grandezza di un uovo, che metto a lievitare in una grande teglia ricoperta di carta forno, leggermente infarinata. Una volta formate tutte le palline, pongo sul fuoco una casseruola dai bordi alti e verso due litri di olio di arachidi, riscaldandolo a fiamma media. L’olio è pronto quando, intingendo un piccolo pezzettino d’impasto, intorno a questo si formano tante piccole bollicine. Quindi prendo la prima pallina, la appiattisco molto bene al centro e cerco di allargarla come una piccola pizza. La tuffo nell’olio bollente e velocemente preparo la seconda e la terza, facendo galleggiare anche queste; non devono essere girate continuamente, ma soltanto una volta quando sono dorate. Man mano che le pizzelle cuociono, le adagio sulla carta assorbente e le condisco con la salsa di pomodoro, spolvero il formaggio grattugiato e le decoro con una fogliolina di basilico profumato. Sono così bollenti che il calore che sprigionano fa sì che il formaggio si fonda leggermente con il condimento, sprigionando tutto il suo aroma. È un’operazione che non faccio mai da sola, perché ho sempre realizzato questo piatto con i miei amici più cari, divertendoci e lavorando come in una catena di montaggio… c’è chi appiattisce le pizzelle, chi le frigge, chi le condisce e chi sta lì pronto a morderle!

 

Pizzelle fritte

********************************************

Like the casatiello, there are several variations of the pizzelles as well, but the traditional ones are deep fried then covered with a tomato sauce made with garlic or onion, depending on a person’s taste, fresh basil and a sprinkling of parmigiano cheese. Other variations are the fried pizzella filled with ricotta cheese, mozzarella, salame, parmigiano cheese and black pepper. Another version is the one stuffed with escarole or prickly lettuce, black olives, capers and anchovies.
The pizzelles are a typical and very tasty fast food that everyone loves and it dates way back in the Neapolitan culinary tradition. Their original name is “pizzelle a ogge a otto” which basically means eat it today and pay for it eight days later. It is said that long ago in Naples these pizzelles were sold in the poorest areas of the city by the pizza-makers’ wives who not only were the ones who handled the family business finances, but also helped their husbands round off their slim weekly income. They would make these fried pizzelle with the left over dough from the pizzas and would sell them to the poor housewives who went to buy pizza dough with which they made bread for their families, with the agreement that these could be paid for after eight days.
The pizzelle dough is soft yet elastic and the mix of ingredients that accompany it, added to their simple preparation, makes them an all-time favourite. To make them I follow the same procedure as the one for the casatiello dough (see our recipe in our blog) and once it has risen, I roll it into small balls the size of an egg. I put these to rise on a large baking tray covered with baking paper slightly sprinkled with flour. Once all the balls are ready, I put a high-rimmed sauce pan on a medium flame and pour two litres of peanut oil in it and heat it up. I can tell that the oil is ready when I gently drop a little piece of dough in it and bubbles form around it. Then I take the first ball, flatten it out really well in the middle and try to shape it like a little pizza. I drop it into the boiling oil and quickly prepare the second and the third ones, letting them float in the oil as well. They don’t need to be turned over often, just once is enough, when they are golden. When the pizzelle take on the beautiful golden colour, I take them out of the oil and place them on blotting paper and while they are still hot I top them with the tomato sauce, sprinkle them with grated cheese and decorate them with a leaf of fresh basil. They are so hot that the heat makes the cheese melt and mix with the tomato sauce and basil and the smell is simply mouth watering!
Pizzelle are something you never make alone because they are so much fun to prepare, fry and eat all together. I always make them when my friends come to visit and we enjoy ourselves working together like an assembly line… one person shapes them, one person fries them, one person seasons them and… all together we bite into them!

2 comments on “Pizzelle fritte ** Fried pizza doughAdd yours →

    1. Thank you very much Luggageandlife, essendo Italo-Americana anche io mi piace comunicare in entrambe le lingue. Thanks for the nomination!!! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.