Palermo… Anelletti/Anellini

Anelletti al forno
Anelletti al forno

Baked Anellini  single portions
Baked Anellini single portions

Over the centuries Sicily was under the domination of many foreigners: Arabs, Normans, Swabians, Angevins, Aragonese, Spanish and French. Each one of these populations left a mark of the influence of its domination in the architecture, the cuisine, the customs and the language. During the ancient Greek and Roman colonization the Sicilians spoke fluent Greek and Latin. Later, thanks to the various colonizations that followed, they learned Byzantine, Arabic, French-Latin, Spanish and modern French and Anglo-Saxon.  Many Americanisms, which were brought by the occupational troops between 1943 and 1945, were added to their language.

Let’s take a closer look at one of Sicily’s most beautiful cities, also defined as a pearl of this splendid island:  Palermo – from the Greek “panormos” which is made up of the words “pas” (all) and “hormos” (large port). It has a population of about 660.000 residents and is the capoluogo, or what we would call the capital of the region of Sicily.  The original city centre was founded in the IX century A.D. by the Arabs and was considered a paradise on earth. As testimony of that splendour, today we can see the Castello della Zisa, from the Arabic word “aziz” which means splendid, the Castello di Maredolce, and the Parco della Favorita. The famous Palazzo dei Normanni is an excellent example of Palermo’s artistic and cultural syncretism where the Norman Romanic style meets the traditional Arab and Byzantine one.

Its Museo Internazionale delle Marionette (International Puppet Museum) is an establishment that supports the protection of the pupi, or puppets, declared by Unesco as “Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity”, and the traditional puppet theatre puppeteers. The patron saint of Palermo is Santa Rosalia who represents the entire city.  She is celebrated with one of the most beautiful, traditional feasts where majestic baroque historical floats line the city streets.

It seems that the gelatoice cream, was invented at the court of Palermo, and its use quickly spread throughout Italy. It is believed to be a derivation of the sorbetto, “sciarbat”, made from ice, which was created in Sicily but made by Arabs.  The gastronomy of Palermo was strongly influenced by the Arab culture. In fact, the cassata is its most famous sweet and the name comes from the Arabic “qas’at” which means saucepan. The famous cannoli, instead, were invented in a monastery and are still today strictly made with sheep ricotta cheese. The potato crocchette were invented in Palermo too, and are found in all the shops which sell fried foods along with the panelle, the excellent chickpea patties of Arab origin.Sicily is also attributed with the invention of a very important element Made in Italy and that is the pasta. The results of recent research say that the oldest traces of mention of the ancestors of spaghetti and maccheroni are connected to the merchants of Palermo and Genoa.  A shape of pasta that was until recently not easy to find outside of Sicily, but which is available today in most food stores and shops, are the Anelletti or Anellini.

The Anellini are ring shaped, are thick like the bucatino, and are perfect for this type of baked dish.  Some people like to enrich it with a beshamel sauce, with ham, with eggs… but we want to share our version with you.

Ingredients for 5 people:

Sauce:

1 onion

a bit of olive oil

150 gr of ground pork

150 gr of ground veal or beef

half a glass of white wine

200 gr of fresh or frozen peas

1 bottle of tomato puree

1 tbs of tomato paste

salt, pepper and sugar

fresh basil

Filling:

500 gr of anellini

1 whole egg

200 gr of caciocavallo or provolone cheese

200 gr of primosale cheese

a bit of breadcrumbs

1 eggplant (optional)

We begin by chopping the onion and putting it in a large enough pan to contain the sauce, then we add a bit of water and leave it to cook until it becomes transparent. We add the olive oil and let it colour a bit, then we add the meat.  We let it simmer, then add the wine, we wait until it evaporates, then we pour in the tomato puree, the tomate paste (previously diluted in a bit of warm water), the peas, the salt, the pepper, the basil and a dash of sugar.  We leave it to cook until it thickens.  We don’t usually put eggplants, but if you wish, at this point you can cut one in thin slices then deep fry it, ready to add it in later.  When the sauce is ready, boil the anellini, drain them and put them under cold water for a minute to stop the cooking process. Add the sauce, the cheese, and a beaten egg to help the pasta stick together. We pour a bit of oil in a baking pan, sprinkle some breadcrumbs, put in our anellini, if you wish you can add the eggplant at this point, then we sprinkle more breadcrumbs on top, a dash of olive oil and some fresh basil.  We bake for about 20 minutes at 180° until golden. It’s delicious also in individual portions and we suggest you prepare it well in advance because the longer it sits, the better it is!  🙂

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Nei secoli la Sicilia ha subìto varie dominazioni da parte di popoli stranieri: gli arabi, i normanni, gli svevi, gli angioini, gli aragonesi, gli spagnoli, i francesi. Naturalmente tutti hanno lasciato il segno della loro dominazione nell’architettura, la cucina, le abitudini e il linguaggio. Già nell’antichità greco-romana i siciliani parlavano correttamente il greco e il latino, poi con le seguenti colonizzazioni si è aggiunto il bizantino, l’arabo, il franco-latino, il catalano, fino al francese moderno e l’anglosassone.  Nel periodo 1943-45 si sono aggiunti anche molti americanismi portati dalle truppe di occupazione.

Diamo una occhiata ad una delle città più belle, una cosiddette perla di questa splendida isola:  Palermo – dal greco “panormos” che è un composto di “pas” (tutto) e “hormos” (ampio porto). Ha una popolazione di circa 660.000 residenti ed è il capoluogo della regione siciliana. Il nucleo originario della città fu fondato nel IX secolo d.C. con gli arabi e veniva definita “paradiso in terra”. A testimonianza di quel periodo vediamo oggi il Castello della Zisa, dall’arabo aziz, cioè splendido, il Castello di Maredolce e il Parco della Favorita. Il celebre Palazzo dei Normanni è un esempio dello straordinario sincretismo artistico culturale palermitano, dove lo stile normanno romanico si unisce alla tradizione araba e bizantina.

Il suo Museo Internazionale delle Marionette è un un’istituzione che ha supportato la difesa dei pupi, dichiarati dall’Unesco “Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”, e della tradizione del teatro popolare dei pupari. La santa patrona più famosa di Palermo è Santa Rosalia che rappresenta tutta la città.  La festa di Santa Rosalia è una delle più belle del folklore siciliano, con l’uso di maestosi e barocchi carri storici.

Si dice che il gelato sia stato inventato alla corte di Palermo e si è poi diffuso velocemente in tutta Italia. Sembra essere una derivazione del sorbetto, “sciarbat”, a base di ghiaccio, nato in Sicilia ma da mani arabe. La gastronomia palermitana è fortemente influenzata dalla cultura araba. La cassata è il dolce più celebre e il nome deriva dall’arabo “qas’at”, cioè casseruola. I famosi cannoli, invece, sono di invenzione monastica e sono rigorosamente a base di ricotta di pecora. Le crocchette di patate sono palermitane e nelle friggitorie si accompagnano alle panelle che sono delle ottime frittelle di farina di ceci, anch’esse di origini arabe. Alla Sicilia si imputerebbe anche l’invenzione più importante della cucina Made in Italy, cioè la pasta. Allo stato attuale delle ricerche le tracce archivistiche più antiche degli antenati degli spaghetti e dei maccheroni si riferiscono ai mercanti Palermitani e Genovesi. Un formato di pasta che fino a pochi anni fa era introvabile al di fuori della Sicilia, ma che fortunatamente ora è più facile da reperire, sono gli Anelletti o Anellini.

Gli Anellini sono a forma di anello, dello spessore di un bucatino, e si prestano benissimo per questo tipo di timballo.  C’è chi li arricchisce con la besciamella, il prosciutto cotto, le uova… ma noi vi vogliamo proporre la nostra versione.

Ingredienti per 5 persone:

Sugo:

1 cipolla

olio di oliva q.b.

150 gr di macinato di maiale

150 gr di macinato di vitellone o manzo

mezzo bicchiere di vino bianco

200 gr di piselli freschi o surgelati

1 bottiglia di salsa di pomodoro

1 cucchiaio di concentrato

sale, pepe e zucchero

basilico fresco

Ripieno:

500 gr di anellini

1 uovo intero

200 gr di caciocavallo o provolone

200 gr di primosale

pane grattugiato q.b.

1 melanzana (facoltativo)

Iniziamo tritando finemente la cipolla, la mettiamo in un tegame abbastanza capiente, perché dovrà contenere il sugo, con poca acqua, e la facciamo cuocere finché non diventa trasparente.  Aggiungiamo l’olio, la lasciamo dorare un pochino, e mettiamo la carne.  La facciamo rosolare molto bene poi la sfumiamo con il vino bianco.  Uniamo il pomodoro, il concentrato di pomodoro diluito in poca acqua calda,  i piselli, il sale, il pepe, il basilico e un pizzico di zucchero.  Lasciamo cuocere il sugo piano piano fino a quando non si sarà addensato. Chi vuole aggiungere la melanzana… noi spesso non lo facciamo… può a questo punto tagliare in fette sottili una melanzana dopo averla fatta dissalare, e friggerla in abbondante olio. Quando il sugo è pronto, lessiamo gli anellini e li scoliamo sotto acqua fredda per fermare la cottura. Li condiamo con il sugo, il formaggio grattugiato e aggiungiamo un uovo sbattuto per legare. Oliamo una teglia, mettiamo del pangrattato, versiamo gli anellini, chi ha fritto la melanzana la aggiunge come preferisce, poi spolveriamo con un po’ di pangrattato la superficie della pasta, aggiungiamo un filo d’olio e due foglie di basilico. Inforniamo a 180° per circa 20 minuti fino a quando la superficie sarà dorata.  E’ ottima anche in porzioni singole e noi vi consigliamo di prepararla in anticipo perché… timballo riposato è  gioia per il palato! 🙂

 

 

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